Continua il percorso da Lecco a Cremona lungo il fiume Adda …

Se ti sei perso l’introduzione e la prima tappa (da Pescarenico a Brivio), eccole QUI.

Innanzitutto mi ero dimenticato di dirvi che il primo tratto l’avevo percorso in ottobre. Questa tappa invece è stata fatta nel mese di dicembre: una stagione che amo; poco battuto, e con colori ed atmosfere uniche.

La seconda tappa ci porterà da Brivio a Cassano d’Adda ed è una tratta tra le più significative e stupende.

Lungo le sue rive l’Adda conserva echi dei fasti delle corti rinascimentali, i suoi santuari, le sfide ingegneristiche della rivoluzione industriale ed una natura rigogliosa.

Riparto da Brivio.

Da Brivio a Cassano lungo l'Adda-ciclabile

Oltrepasso il ponte della statale che porta a Bergamo, si passa dalla frazione Molinazzo, dominata da una grande filanda dell’800, oggi uso appartamenti.

La strada ritorna sterrata e si incontra la frazione Toffo, con un antico mulino. La strada prosegue immersa nella natura e sembra che da un momento all’altro debba essere ingoiata dagli arbusti selvatici.

Anche se la giornata è serena, sul fiume c’è una leggera nebbia: ad un certo punto il sole sbuca e mi appare uno spettacolo straordinario: sono le prime luci del mattino; che regalo inaspettato!

Da Brivio a Cassano lungo l'Adda-nebbia e sole

Dopo 4 km si arriva al famoso traghetto di Leonardo.

E’ l’inizio del “Ecomuseo Adda di Leonardo” che ci accompagnerà fino alle porte di Cassano.

Da Brivio a Cassano lungo l'Adda-traghettoL’unione delle sponde di Imbersago e Villa D’Adda coincide con l’unione delle due provincie: la lecchese e la bergamasca.

Il traghetto, l’unico rimasto di cinque, scorre su un cavo d’acciaio, teso tra le due sponde, e il manovratore, facendo forza su una corda appesa al cavo d’acciaio, con un leggero sforzo lo spinge al momento della partenza del molo e poi lo dirige e orienta con un timone che sfruttando la corrente dell’acqua attraversa lo scafo, permette la traversata.

Questo gioiello leonardesco in pratica è una grande zattera in grado di trasportare sia autovetture che persone.

Di fronte a Villa d’Adda, se non l’avete ancora fatta, c’è un’altra bellezza da compiere: l’Oasi dell’Alberone.

Riprendiamo il cammino.

Dopo circa un paio di chilometri giungiamo alla chiusa dell’Enel dove l’Adda si divide in due rami paralleli: uno più alto e stretto ed uno più basso ed ampio: questa è un’altra grande invenzione leonardesca.

Data l’impossibilità di navigazione (il fiume scende a balzi tra le rocce) si è costruito un canale che con le sei famose conche che permettono alle imbarcazioni di scendere e quindi di continuare il percorso.

Compare il grandioso ponte di ferro di Paderno d’Adda.

Da Brivio a Cassano lungo l'Adda-ponte

Costruito nel 1889 su progetto dello svizzero Julius Rothlisberger, il ponte San Michele è un monumento all’archeologia industriale in Italia. Un’unica campata di ferro che tramite sette piloni sempre in ferro sostiene un’impalcatura a due livelli: la ferrovia Milano-Bergamo e sopra la statale Como- Bergamo.

E’ la testimonianza dell’esplosione del ferro simbolo del progresso umano.

Mentre si passa sotto il ponte come non pensare che sopra la testa ci sono 2500 tonnellate di ferro, 5000 metri cubi di pietra di Moltrasio, 1200 metri cubi di granito di Baveno e 100.000 chiodi!

Dopo la diga Edison si attraversa un  ponticello e seguiamo il fiume dal lato destro. L’altro ramo, come detto prima, è un lungo canyon. Vediamo la Conca Vecchia, la Conca delle Fontane.

Camminando si può vendere a sinistra lo spettacolo del fiume che scende a balzi.

Da Brivio a Cassano lungo l'Adda-canyon

Dopo circa 10 chilometri dalla partenza giungiamo allo Stallazzo.

Questa era la vecchia stazione per ricovero e cambio cavalli che risalendo lungo l’Alzaia, rimorchiavano controcorrente i barconi.

Oggi è un piccolo museo delle opere di Leonardo  e luogo di ristoro gestito da ragazzi di una comunità di recupero.

Sosta obbligatoria sia per recuperare energie sia per conoscere i ragazzi.

Ma la cosa più eclatante è che sopra le nostre teste, a 50 metri, c’è il santuario di Santa Maria della Rocchetta (XIV secolo) a cui si accede al termine di una lunga scalinata.

Da Brivio a Cassano lungo l'Adda-rocchetta-fiorenzoSecondo la leggenda, la sua costruzione fu il dono di un pescatore per il suo salvataggio da parte della Vergine Maria. Luogo di confine, luogo unico.Dietro compaiono le rocce famose che fanno da sfondo al dipinto “La vergine delle Rocce” di Leonardo da Vinci.

Ma per conoscere tutta la storia fatevi raccontare tutto da Fiorenzo Mandelli che da anni cura, pulisce, sistema il luogo: un uomo che solo per incontrarlo vale la pena andare lì. Lo trovate sicuramente nei giorni festivi. Espone all’esterno il cartello “aperto“.

La chiesa è anche uno dei 50 santuari del Cammino di Sant’Agostino di cui parlo spesso. Scoprite questo meraviglio cammino! Delle frecce gialle mi stanno accompagnando già da un pezzo…

Proseguiamo dopo questa piacevole sosta lungo la nostra tappa da Brivio a Cassano.

Raggiungiamo così la prima delle tre centrali idroelettriche costruite lungo questo tratto di fiume, la Bertini della Edison. Attiva dal 1895, è la più anziana ancora in funzione.  Dopo 1,5 km raggiungiamo invece la centrale elettrica Esterle: costruita alla fine del 1914 è in uno stile eclettico lombardo, pieno di ornamenti, decorazioni e vetrate goticheggianti. Ha una capacità produttiva incredibile: il triplo della Bertini, 30000kw.

Da Brivio a Cassano lungo l'Adda-esterle

Dopo 5 km da Esterle, e circa 20 dalla partenza, arriviamo a Trezzo D’Adda.

Da Brivio a Cassano lungo l'Adda-trezzo

Il fiume fa una curva a gomito e sembra immobile.

Qui Cristoforo Benigno Crespi, uno dei primi imprenditori tessili, partorì due progetti avveniristici: la centrale idroelettrica Taccani e il villaggio operaio Crespi D’Adda. La centrale Taccani, ancora in funzione, fu disegnata da Gaetano Moretti in stile liberty e finita nel 1906 per fornire energia al vicino cotonificio Crespi. Aggirata la centrale, dopo 1 km una passerella permette di attraversare il fiume e raggiungere il Villaggio operaio di Crespi D’adda, nel comune di Capriate. Oggi Patrimonio Unesco, edificato nel 1878, nato con l’intento di ospitare le famiglie dei suoi dipendenti secondo il modello paternalista inglese.

Da Brivio a Cassano lungo l'Adda-crespi d'adda

Una passeggiata all’interno del villaggio è come entrare fra le pagine di Charles Dickens: casette, ville dei dirigenti, il teatro, la scuola, la caserma dei pompieri, l’ospedale e infine il cimitero.

Se invece vuoi sapere di più a proposito di Trezzo e del suo castello, leggi l’articolo “Le sentinelle dell’Est“.

Prima della passerella invece si incontra l’inizio del canale della Martesana, subito dopo  il ponte dell’autostrada: il canale con i suoi 35 km porta a Milano.

Da Brivio a Cassano lungo l'Adda-verso concesahttp://www.camminodiagostino.it/it/

Invece, dopo la passerella, a destra arriviamo al santuario di Concesa.

Da Brivio a Cassano lungo l'Adda-concesaDice la storia: “Quivi nella Chiesa parochiale, all’Assuntione della Vergine Madre dedicata, scaturiva, avanti ad una divota imagine di essa dipinta sopra il muro del Campanile, una Fonte assai famosa, e di virtù mirabile in risanar gli infermi, che divotamente ò in essa si lavavano, ò sorbivano di quell’acqua. E, per quanto attestano molte persone di quella Terra, per traditione de’ suoi Antenati, v’era molto celebre, e frequente il concorso de’ popoli sì circonvicini, come forestieri. e innumerabili erano le gratie che vi s’operavano”.

La testimonianza storica non dice in quale anno si fosse manifestata la sorgente che tanta gente attirava per le virtù miracolose che le venivano riconosciute.
Attorno alla nuova sorgente crebbe un rigoglioso prato circondato da salici, l’acqua di tale sorgente era vista come segno e testimonianza delle grazie ottenute dalla Vergine Maria a coloro i quali ne facevano uso. Tale acqua era chiamata dai devoti “Acqua della Madonna“. La fama dell’acqua ritenuta prodigiosa si propagò non solo nei dintorni, ma fin nelle città. Con una spontaneità tutta secentesca, le cronache dell’epoca raccontano di un fatto prodigioso che fu “la cagione per cui si eresse una Cappelletta sopra il fonte”.

Da Brivio a Cassano lungo l'Adda-concesa chiesa

Viveva in Capriate, villaggio bergamasco sulla riva sinistra del fiume Adda, una donna di nome Felicita Polini, la quale da anni giaceva inferma. Desiderando ella recarsi alla fonte di Concesa ma non potendo affrontare il viaggio, si fece portare di quell’acqua da una pia donna di nome Firma, “ne usò e trovossi guarita”. Per la gratitudine la donna promise la costruzione di una cappella sul luogo del miracolo, ma indugiò e le cronache riferiscono che una caduta la portò in fin di vita. A seguito di tale incidente Felicita rinnovò le promesse, che nuovamente non mantenne. Ammalatasi ancora a morte, in fin di vita ricordò l’impegno preso al marito. Scosso dalla drammatica fine della moglie ed animato dal desiderio di portare a compimento il più presto possibile la promessa fatta alla Madonna di Concesa, il Polini diede mano all’opera impegnandovi ogni suo avere”.

Confortati da questa visita riprendiamo il cammino.

Seguiamo il canale Martesana, con l’Adda a sinistra. Più avanti si rivede il fiume dove è alimentato dal Brembo.

Da Brivio a Cassano lungo l'Adda-vaprio

Arriviamo a Vaprio col ponte che collega Canonica d’Adda. A destra si nota l’imponente Villa di Francesco Melzi che ospitò Leonardo.

Abbiamo percorso ormai circa 25 km e stiamo per concludere questa tappa.

Dopo Vaprio, presso una curva a gomito, c’è la possibilità di prendere un sentiero (vedi cartello “Al fiume”), che riprende il corso dell’Adda: è poco segnato ed è in una zona poco battuta. Meglio costeggiare ancora la Martesana.

Da Brivio a Cassano lungo l'Adda-fara-ponte

La nebbia cala sempre di più.

Più avanti vedo il ponticello che collega Fara Gera d’Adda e più avanti sulla destra una cascatella segnala la comparsa del canale Villoresi: è il salto del gatto. Villoresi che si butta nella Martesana che a sua volta si butta nell’Adda. Qui d’estate è un luogo di bagni e pic-nic.

La strada è sempre piacevole, sterrata ma pedonabile e ciclabile.

Arriviamo a Groppello.

Da Brivio a Cassano lungo l'Adda-ruota groppelloQui si conclude l’Ecomuseo di Leonardo con l’imponente ruota idraulica chiamata “rudun”. Malgrado le apparenze la ruota non è un mulino, ma una noria. La sua funzione infatti non è mai stata quella di macinare cereali o muovere macchinari, bensì quella di sollevare l’acqua del naviglio per poterla convogliare in un sistema di irrigazione. Un parziale restauro effettuato negli anni novanta ha ripristinato il sistema di sollevamento dell’acqua, permettendo alla ruota di continuare a funzionare (per scopi prevalentemente didattici e rievocativi) fino all’alba del terzo millennio. Nel 2009 è stato quindi effettuato un nuovo restauro con rimozione della ruota e ricollocazione della stessa completamente restaurata.

Dopo 30 km (percorribili in due mini-tappe) arriviamo a Cassano d’Adda.

Da Brivio a Cassano lungo l'Adda-castello

Il suo celeberrimo castello, sempre più nascosto nella nebbia, fa un certo timore. Per la sua storia leggi sempre l’articolo “Le sentinelle dell’Est“. Cassano comunque è ricca d’arte: castello, ville, centro storico. Tutta da scoprire. Non vi dico altro.

A voi la scoperta!

Noi ci risentiamo per la TERZA TAPPA che ci porterà nella città che, come dice mia moglie, “Non è solo l’uscita dell’autostrada!”: Lodi con la sua più incredibile delle scoperte, l’Armonia Mundi.

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