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DIARIO DI UN PELLEGRINO A SANTIAGO DE COMPOSTELA/6° giorno

Martedì 21 settembre: Boadilla del Camino – Sahagun

74 km


Ho la sveglia dell’orologio al polso puntata alle 7 ma abbastanza spesso mi capita di non sentirla anche se è a mezzo metro dall’orecchio.

Sonno profondo o sordità?

Primo giorno di autunno, e si vede, auguri a Matteo per il suo onomastico.

Bella dormita anche se la cenetta di ieri sera era pesantina.

Salutiamo Edoardo e la mamma con uno “speriamo di rivederci!” convinto.

Usciamo dal rifugio sotto nuvoloni neri e col solito vento contro.

Percorriamo i 5 km fino a Fromista.

Facciamo colazione in un bar e compro due camere d’aria del 26, non si sa mai, oltre alla scheda telefonica.

Visitiamo veloci due chiese dall’esterno perché sono chiuse: molto bella e originale quella a forma ottagonale di S. Martino, non ricordo di averne viste di simili.

A Carrion de los Condes troviamo gli amici Antonio e Isabel che ci offrono del cioccolato.

Si riprende a pedalare, ma dopo qualche minuto comincia a piovere.

Che fare? Siamo subito bagnati fradici perché l’acqua entra da tutte le parti.

Ogni volta che passa un camion è una doccia fredda, ma non abbiamo alternativa a quella di andare avanti per non prendere altro freddo, almeno pedalando ci si riscalda un po’.

Facciamo una mezz’ora allucinante sotto il diluvio e sempre con il forte vento contro che ci raffredda.

Sostiamo solo qualche minuto sotto un distributore di benzina per prendere fiato e qui troviamo una coppia tedesca abbastanza matura, anche loro in bici, ma super-attrezzati come abbigliamento antipioggia.

Se va avanti così, ci diciamo, non potremo fare tanta strada e dovremo anticipare la fermata.

Poi per fortuna la strada devia e il vento ci prende solo di fianco ma continua a piovere anche se non è il diluvio di prima.

Sostiamo un paio di volte per bere qualcosa ma riprendiamo subito.

Mi aiuta molto in questo tratto concentrarmi, riflettere e pregare per l’intenzione del giorno che è per “gli amici”.

Per me innanzitutto la mia Fraternità e tutti i sacerdoti che mi hanno aiutato e mi stanno aiutando, a partire dal don Gius.

Poi ricordo il gruppetto di Scuola di Comunità, gli amici di Brugherio, di Cologno, Gorgonzola, Buccinasco, mi accorgo di averne tanti.

La preghiera è che ciascuno possa vivere l’incontro col Signore come il fatto decisivo della sua vita, secondo tempi e circostanze che solo Lui conosce.

Adesso ha smesso di piovere e il vento ogni tanto, incredibile, ci aiuta spingendoci.

La grande paura di doverci fermare è passata, ormai siamo in vista di Sahagun.

Arriviamo alle 15 stanchi anche perché siamo a digiuno e prendiamo alloggio al rifugio Trinidad, una chiesa sconsacrata adibita all’accoglienza, molto ospitale.

Doccia (calda stavolta), spuntino con tonno, olive e frutta e stendiamo i panni sperando che si asciughino un po’ per domattina.

C’è un clima di grande euforia tra i molti pellegrini, forse per la gioia di trovarsi al coperto e all’asciutto.

Ci “buttiamo” un’oretta per riprenderci, prendo un’aspirina perché mi sento raffreddato per l’acqua e il vento.

Alle 18 usciamo per un giro turistico, visitiamo S. Lorenzo e prendiamo messa in un ricovero di anziani nella chiesetta di S. Josè.

Ceniamo con Antonio, Isabel e il loro amico Pedro in un ristorantino con minestrone, salmone e crem caramel per 1000 pesetas. Ottimo!

Parliamo con loro del nostro ritorno e il consiglio che ci danno è di prendere il treno portabici a Santiago.

Attilio ed io decidiamo di saltare il giro a La Coruna sulla costa e di fare invece tappa a Lourdes.

Ogni tanto piove e le previsioni per domani non sono buone.

Oggi non è stata una tappa culturale nel senso che, non potendoci fermare, non abbiamo visto praticamente nulla, ma ad ogni chiesa o convento che vedevo dicevo un Gloria, l’unica cosa che potevo fare.

diario di un pellegrino 8
Uno spuntino veloce strada facendo con tonno e olive (ma ci rifacciamo stasera).

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7°giorno: sahagun – leon

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