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DIARIO DI UN PELLEGRINO A SANTIAGO DE COMPOSTELA/7° giorno

Mercoledì 22 settembre: Sahagun – Leon
72 km

Lasciamo Sahagun e la statua del pellegrino all’ingresso del rifugio, dopo una buona nottata.

Ci colpisce l’olandesina volante venuta da sola dall’Olanda e 3 zitellone francesi, simpatiche e casiniste.

Prendiamo la statale 120 per stare sull’asfalto allungando il percorso di 10 km rispetto al Camino ufficiale.

Colazione in un paesino di pochi abitanti, domandiamo se è la strada giusta e proseguiamo.

Sono simpatici questi dialoghi per chiedere informazioni: di solito ci sono capannelli di 3-4 vecchietti nullafacenti che si trasformano quando ci fermiamo e ci riempiono di consigli, probabilmente per loro è l’avvenimento della giornata.

Attilio poi ci prende gusto e dà corda a questi colloqui in cui ciascuno capisce poco niente di quello che dice l’altro, ma si ride e si è contenti.

In un tratto di 7 km abbiamo il vento a favore ed è una meraviglia, si va a 30 all’ora senza faticare.

Il cielo è sempre nero e di tanto in tanto pioviggina ma all’improvviso vien giù il diluvio e non abbiamo punti di sosta, per 15’ l’acqua è tutta nostra, poi smette e esce il sole, che bello!

Passiamo da Santa Martas (ciao!) poi sostiamo in un paesino per mangiare qualcosa nel rifugio con Antonio e Isabel che suggeriscono la sopa, io ho freddo e decido di non fermarmi, anticipando la partenza da solo.

Dopo qualche km mi ritrovo con la gomma anteriore ancora pichada-bucata, e sono tre, ci deve essere qualcosa che non va.

Sosto sul ciglio della strada un po’ preoccupato perché non ho mai cambiato una camera d’aria da solo, invece stupisco me stesso e me la cavo discretamente.

Solo il gommino della pompa non va bene con la nuova camera d’aria che ho comprato, così aspetto Attilio che “deve” per forza passare di lì, e così è.

Come sempre risolve il problemino.

Raggiungiamo Leon che è una delle 5 città importanti del Camino con Pamplona, Logrono, Burgos e Santiago.

Doccia, bucatino veloce e alle 17 si riparte per la visita guidata alla città, a piedi, siamo una quindicina.

Bellissima la cattedrale di Santa Maria e S. Isidoro.

Alle 20,30 sosta per un aperitivo a base di sopa di aglio poi rientro al nostro ostello della gioventù molto grande e con accoglienza gratuita, salvo donativos.

Arriva gradita e puntuale la telefonata della Franca.

Ceniamo con Antonio di Torino e sua moglie con maccheroni, prosciutto e budino per 950 pesetas, non male.

Poi alle 23 (è un po’ tardino) a letto.

Questa mattina Attilio ha fatto un sopralluogo tecnico alla mia gomma anteriore dopo la terza foratura senza che sia emerso nessun difetto, quindi mi aspetto che possa succedere ancora di bucare.

Speriamo bene perché anche domani è prevista pioggia.

Intenzione della giornata: per chi soffre e per gli ammalati perché il Signore li aiuti ad offrire la loro fatica e a dire “compio ciò che manca ai patimenti di Cristo nella mia carne”.

Li ho passati in rassegna e ho pregato per tutti con un pensiero particolare per Luigi, Angela e Bergonzi.

P.S. Ci sono molti camionisti “amici dei pellegrini” che procedevano nella nostra direzione sotto il diluvio che, se la strada e il traffico lo permettevano, andavano addirittura nella corsia opposta per evitare o almeno limitare lo sciacquone su di noi.

Uno addirittura, mentre eravamo in una stretta galleria, non ci ha superato restando dietro di noi, poi quando la strada si è allargata ci ha passato largo.

Si capisce che il pellegrino qui è di casa da come ti salutano, ti accolgono nei negozi, ti danno le informazioni anche se non le chiedi, ti senti a casa.

Abbiamo incontrato anche due pellegrine italiane a piedi, della Val d’Ultimo e di Rablà in val Venosta, che parlano un bel italo-tedesco.

diario di un pellegrino 9
Un aiuto imprevisto e graditissimo a riparare la gomma bucata.

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8° giorno: leon – rabanal del camino

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