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DIARIO DI UN PELLEGRINO A SANTIAGO DE COMPOSTELA/8° giorno

Giovedì 23 settembre: Leon – Rabanal del Camino

72 km

Uomo di poca fede (io): siamo arrivati a Rabanal senza prendere una goccia d’acqua e senza bucare.

Ma andiamo con ordine.

Come sempre non ho sentito la sveglia che ho al polso e alle 7,30 Attilio (che la sente ma ha pietà di me concedendomi mezz’ora di sonno) mi dà il tocco e su in piedi.

Cerca ancora di capire da buon ingegnere se il mio copertone ha qualche problema, ma niente.

Colazione con qualche biscotto, lodi e si parte con cielo buio che come sempre minaccia pioggia.

Il vento adesso è incredibile, ci dà una mano, le nuvole si diradano e qua e là spunta il sole.

Ad un certo punto troviamo per strada 5 ciclisti spagnoli e facciamo con loro il “trenino”, Attilio si esalta e, forte del suo fazzolettino in fronte, fa il Pantani, va in fuga di qualche decina di metri, è in forma.

Passiamo paesini che sono tutti un programma, S. Miguel del Camino, S. Martin del Camino, Virgen del Camino, Rabanal del Camino, nati tutti lungo il Camino per accogliere i pellegrini.

Tutto parla di questo: le chiese, la strada, i paracarri, il selciato pieni di conchas il simbolo, le cui venature che convergono sono le varie vie che portano tutte a Santiago.

Procediamo che è una meraviglia, senza troppa fatica, dimenticandoci addirittura di fare colazione e arriviamo ad Astorga, bellissima cittadina romana con una stupenda cattedrale chiusa per restauri.

Visitiamo il museo del Camino, compriamo la dose quotidiana di tonno e olive e andiamo a mangiare in un piccolo anfiteatro-parco dietro la cattedrale.

Mentre stiamo dicendo l’Angelus arrivano Antonio e Isabel e quando si accorgono che stiamo pregando ci chiedono scusa per il disturbo.

Mangiamo poi con loro condividendo quello che abbiamo, prendiamo un buon caffè e ripartiamo per la 142.

A El Ganso chiacchieriamo con due vecchietti seduti sulla porta.

Ci dicono che nel paese sono in 40 e che d’inverno fa molto freddo.

La vecchietta dice di essere molto preoccupata per quello che succede nel mondo, per le guerre, i terremoti e i tornado.

Li saluto con “la paz es con vosotros” (il mio spagnolo sta migliorando) e loro “y contigo tambien”.

Ultimi 6 km di una bella salita perché si arriva ai 1150 metri di Rabanal  del Camino.

Un paesino di montagna dove dal 1996 c’è un rifugio in una vecchia casa ristrutturata, molto accogliente e tappezzata di memorie del Camino.

Ci accoglie con grande cordialità Isabel, la padrona di casa.

Il bello di questi piccoli rifugi – ha 50 posti – è che ti senti a casa, come in famiglia mentre quelli delle grandi città, essendo molto capienti, sono più dispersivi.

Personaggi del giorno: due coppie, una sui 60 in bici (ma in salita vanno a piedi) e una sui 70 a piedi.

Ad Astorga abbiamo incontrato Andrea un romano-svizzero che sta facendo il Camino da solo e che abbiamo ritrovato qui a Rabanal, oggi si è fatto 37 km.

Il rifugio consiglia con un avviso i vespri alle 19, benedizione alle 21,30 e messa domattina alle 8,15 nella chiesa di S. Antonio dove vive una comunità di 3 frati francescani.

Hanno cantato i vespri in latino, sono un bel segno di unità.

Cena simpatica condivisa con Antonio e Isabel, ormai siamo in sintonia e riusciamo a conversare su tutto senza problemi, parlando però sempre molto lentamente in spagnolo.

Alla compieta la chiesetta era piena e il frate ha centrato il senso della peregrinazione dicendo che Santiago è Gerusalemme, un punto d’incontro con il Signore, la nostra salvezza e che questo Camino deve essere come la nostra vita, tutta protesa verso Cristo.

Oggi, mentre andavo, pensavo a come sarebbe bello fare il “vero” Camino, quello a piedi, con Franca, anche in 3 tapponi di un paio di settimane l’una.

Vedremo … se il Signore vorrà ….

L’intenzione del giorno era per i sofferenti nello spirito e nel cuore, nel senso di chi è tribolato perché ha grossi problemi o è alla ricerca di un senso della vita.

Per queste persone ho pregato perché ricevano la Grazia di un incontro con qualcuno che faccia intravedere una speranza, una pace che viene da Altro e che può trasformare tutto.

P.S. Isabel del rifugio ci ha detto di portare la prossima volta un kg di spaghetti dall‘Italia, perché sono molto apprezzati e diversi dai loro. Noi rispondiamo di sì, è un invito a ritornare.

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Isabel a Rabanal ci aspetta con gli spaghetti.

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9°giorno: rabanal – villafranca

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