Martedì 28 settembre: Santiago de Compostela

Sveglia alle 7,30 anche se già alle 6 c’è movimento in camerata di gente che parte per rientrare.

Andiamo nella vicina stazione per capire come possiamo arrivare a St. Jean con le nostre bici.

Non è semplice perché ci sono solo alcuni treni che fanno questo servizio, pare ci voglia un giorno e mezzo per arrivare a Irun e poi ci sono almeno 40 km da fare in bici.

Ritorniamo in centro dove incontriamo i 2 tedeschi “maturi” che sono venuti in bici da Bordeaux (1200 km).

Lei ha 65 anni, ci riconosce e ci abbraccia commossa.

Visitiamo i luoghi sacri vicino alla cattedrale e diciamo le lodi nella chiesa di S. Francesco.

Alle 11 partecipiamo nella cattedrale alla liturgia penitenziale richiesta per l’indulgenza plenaria, oltre alla visita alla cattedrale e alla comunione, che chiedo per una persona defunta.

Alle 12 ci sarà la Misa del peregrino con il rito del botafumeiro, il turibolone gigantesco alto più di un metro che serviva con il suo incenso a “confondere” gli odori dei pellegrini.

La messa dura un’ora e mezza ed è stupenda, forse perché l’abbiamo così lungamente attesa, piena di canti, con un prete-guida eccezionale.

Durante l’omelia il celebrante ha invitato i pellegrini al “Non nobis Domine Domini, non nobis Domine, sed nomini, sed nomini tuo da Gloria”.

Finita la messa ci corre incontro in chiesa con molto calore Antonio, è come se ci si ritrovasse tra vecchi amici, poi arriva Isabel, ci invitano a casa loro a Madrid.

La conclusione della messa è stata la famosa e tradizionale aspersione del megaturibolo volante, una grande scenografia con tantissime foto e applausi finali.

Speriamo che la gente non sia lì solo per quello …

Ritorniamo al seminario dopo aver comprato frutta, formaggio e vino al mercato rionale, mangiamo sui gradini mentre i ragazzi, futuri sacerdoti (speriamo) giocano contenti al pallone.

Pennicchellina di 45 minuti sulla branda e ritorniamo in centro per vedere S. Salomè, la mamma di S.Giacomo, due mostre, una di pittura sul camino e i suoi luoghi,  un’ altra sulla sua storia.

Mentre le guardavo pensavo che sarebbe veramente bello poterle vedere come mostre del Meeting con l’aiuto degli amici spagnoli, sarebbe un successo assicurato e un incentivo a promuovere il camino tra gli italiani.

Il mio vicino di letto era un bresciano che lavora in Spagna e che è venuto da Roncisvalle in 24 giorni a piedi, un bel passo.

Nel pomeriggio shopping di cartoline (39), di S. Giacomo in pietra e del piatto col camino che valgono per tutta la famiglia, non compro regali singoli per non fare di questo pellegrinaggio una gita turistica.

Unica eccezione un dolzin per tutti, le pietre di Santiago (dolcetti secchi) che non ho idea di come siano.

Ceniamo in una trattoria del centro con insalatona mista, salmone e vino che non è speciale, più torta di Santiago molto buona e che mi dispiace di non poter portare a casa, è friabile.

Un pensiero della giornata: secondo me in Italia non c’è un momento così intenso e partecipato di preghiera quotidiano come la messa del pellegrino delle 12, nemmeno in S. Pietro.

Mi sbaglierò … però non vorrei che fosse tutto merito del botafumeiro.

Ieri sera, dopo cena, mentre Attilio copiava e schizzava da una vetrina la croce rossa a forma di spada, simbolo del pellegrino, sono andato nella piazza della cattedrale, tutta illuminata e quasi deserta, avevo ancora in sospeso la lettera che Marta mi aveva chiesto di portare a S.Giacomo ma non trovavo dove lasciarla (non esiste un posto per le preghiere o intenzioni come a Chestokowa o a Loreto).

Mi è balenata così l’idea di lasciarla in un posto sicuro nella piazza principale, perché S. Giacomo, uno dei tre apostoli più vicini a Gesù, oltre a Giovanni e a Pietro, l’abbia sempre presente.

L’ho infilata in profondità in una fessura di pietra del muretto (tra il secondo e il terzo basamento) a destra uscendo dalla cattedrale, dove si siede la gente, proprio davanti all’albergone che era il primo rifugio.

Accompagno con una preghiera per Marta la deposizione del foglietto con le sue intenzioni.

Rientriamo in seminario stanchi, compieta, buonanotte.

diario di un pellegrino 14

La bici impacchettata pronta per il viaggio di ritorno.

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