Quale sarà mai???

Non è in America e nemmeno in Asia. Si trova a due passi da casa nostra, in Lombardia.

Avete capito qual è?

E’ il fiume più visto nel mondo, anche se molti negheranno di averlo visto. Semplicemente perché non sapevano il suo nome.

Oppure non ci hanno fatto caso quando l’hanno visto.

Sta di fatto che tutti, almeno una volta nella vita, lo abbiamo osservato (dal vivo o non) in uno dei quadri più famosi della storia: la Gioconda di Leonardo da Vinci.

Avete capito ora di quale fiume sto parlando?

Il fiume Adda!

fiume più visto giocondaL’occhio di chi ammira il celebre dipinto si sofferma sull’enigma del sorriso di Monna Lisa, ma, sullo sfondo, è un altro sorriso ad essere rappresentato, quello delle pigre anse del fiume Adda nel territorio del Ducato di Milano.
Un sorriso nascosto, appena accennato, in omaggio al significato etimologico del toponimo Adda, dal verbo latino abdere, nascondere: l’Adda è, così dice almeno il nome, un fiume che si mostra ma anche si nasconde.
Il fiume Adda diventa, ma non nasce pigro. Le sue origini montane, sopra Bormio, ne fanno, un fiume impetuoso e violento (le sue alluvioni in terra di Valtellina sono state spesso rovinose). Ma, qualunque sia il volto che esso mostra, l’Adda, in tutti i suoi 313 km (che ne fanno il quarto fiume italiano, per lunghezza), rimane un fiume illustre.

Dopo aver attraversato tutta la Valtellina entra nel lago di Como ed esce a Lecco.

Ed è proprio qui che inizia la nostra avventura.

Un’avventura di circa 130 km che ci porterà da Lecco fino a Cremona.

Inizia da un luogo pieno di fascino Manzoniano che più si addice alla partenza: Pescarenico.

fiume più visto addio

Addio, monti sorgenti dall’acque, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi è cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l’aspetto de’ suoi più familiari; torrenti, de’ quali distingue lo scroscio, come il suono delle voci domestiche; ville sparse e biancheggianti sul pendìo, come branchi di pecore pascenti; addio!

Lucia raccontava del suo dramma,  ma noi, un po’ ironicamente, prendiamo le sue parole per il nostro viaggio: il fiume saluta i suoi monti da dove è nato e si butta con una lunga discesa verso il Po e poi verso il mare.

E partiamo anche noi per vederlo, metro su metro, camminando lungo i suoi bordi per quasi 130 km fino a Cremona.

Partenza da Pescarenico

fiume più visto pescarenico

E’ Pescarenico una terricciola, sulla riva sinistra dell’Adda, o vogliam dire del Lago, poco discosto dal ponte: un gruppetto di case, abitate la più parte da pescatori, e addobbate qua e là di tramagli e di reti tese ad asciugare…

Alessandro Manzoni, ” I Promessi Sposi”

Nel ‘600 era il villaggio abitato dalle famiglie che detenevano il diritto di esercitare la pesca nel tratto dell’Adda tra i due laghi di Lecco e Garlate, ricchissimo di pesci. Piazza Era è la piazza principale del quartiere, punto di approdo delle barche dei pescatori.

A poca distanza è indicato con sasso enorme il punto dell’ “Addio Monti”.

Da piazza Era, a destra, prendiamo  via Maggiore che ci porta davanti alla chiesa con l’adiacente convento di Fra’ Cristoforo dove poco resta, ma ancora si può visitare la chiesa dei Santi Materno e Lucia.

Ritorniamo sulla via Martiri della Liberazione in direzione nord e subito dopo prendiamo a sinistra via A. Corti e poi a destra per una stradina, via Varese, che con un sotto-passo ci porta in via dell’Isola e da qui raggiungiamo il Ponte Azzone Visconti.

Attraversiamo l’Adda e alla fine giriamo a sinistra per la strada provinciale; dopo alcune centinaia di metri, dopo il sotto-passo della ferrovia, imbocchiamo l’alzaia del fiume (km 1,80).

Dall’altra parte del fiume vediamo Pescarenico, in tutta la sua bellezza, e da dove siamo partiti.

Passiamo sotto il ponte della provinciale ed entriamo nel paese di Pescate con il grande lago di Garlate.

fiume più visto pescate

L’itinerario da Pescate, paese tra lago e monte, è racchiuso tra il Parco del Monte Barro e il Parco Adda Nord: chi si sofferma a guardare il lago e l’opposta sponda ha davanti a sé uno scenario fantastico, che il Manzoni appunto definì “uno dei più belli del mondo…”, con il suo monte Resegone “dai molti suoi cocuzzoli in fila” e con i suoi unici tramonti .

fiume più visto lago
All’entrata di Garlate (km 5,50) il sentiero finisce per una breve parentesi; imbocchiamo la provinciale, direzione sud,  su un comodo marciapiede.

La principale attrattiva di Garlate è rappresentata dal Museo civico della Seta Abegg. Gli Abegg furono uno delle più importanti famiglie d’imprenditori svizzeri che realizzarono sul territorio diversi opifici. La lavorazione della seta infatti fu una delle principale risorse economiche della provincia di Lecco fino agli anni Trenta del Novecento.

Dopo il McDonald  sulla sinistra riprendiamo il sentiero (km 6,50).

fiume più visto diga

Concludiamo il lago di Garlate notando una diga che ci introduce al secondo lago, più piccolo, di Olginate (km 7,80).

Il ponte che passiamo collega il paese di Calolziocorte.

Il percorso adesso è meno bello ma sempre interessante e dopo circa 3 km (km 9,50), dopo il ponte della ferrovia e quello stradale, si conclude il lago e inizia finalmente il corso del fiume: il percorso diventa proprio un percorso fluviale.

fiume più visto sentiero

Ci fanno compagnia tanta flora e fauna e i pescatori. Colori bellissimi, atmosfere uniche.

fiume più visto pescatore

E’ un camminare nel silenzio, trasportati dal lento defluire del fiume.

Da notare ad un certo punto sulla destra in alto su una rupe il santuario della Madonna della Rocca ad Airuno. Sono 6,50 km di bellezza.

E così, dopo circa 17 km, arriviamo al termine della prima tappa, a Brivio, un tempo terra di confine tra il Ducato di Milano e la repubblica di Venezia.

Un’ottima trattoria può concludere degnamente la giornata. Da qui si può ritornare a Lecco con i comodi bus di linea.

Ti aspetto per la  prossima: sarà da Brivio a Cassano dove entreremo nel regno di Leonardo!

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