Seconda puntata

Ecco le dieci mete imprescindibili per conoscere il territorio della Brianzolitudine. Fra l’autodromo di Monza e il Parco delle querce di Seveso, fra i mobilifici e la basilica di Agliate: l’anima della Brianza

Nell’obbiettiva difficoltà di doverne scegliere solo dieci tra almeno un centinaio di papabili, ho deciso di dare precedenza a luoghi che abbiano avuto anche valenza storico-sociale, oltre che ovviamente artistica. Ecco dunque la mia personalissima “top ten” delle cose absolutely to see, in the Brianzashire. (a cura di Renato Ornaghi ingegnere residente a Monticello, nonché esperto di storia, musica, dialetto e tradizioni locali)

4 – Meda: i Mobilifici. Per chi vuol lasciarsi

Della città di Meda ricordo innanzitutto che essa ha dato i natali al celebre crooner Johnny Dorelli. Poi, trascinati a forza dalla propria donna, si visiti a libera scelta uno dei suoi tanti eccelsi mobilifici: Asnaghi Interiors, Alba, Axil, Adele C., Ballabio, B&B, Benzoni, Trasformobili, Berto, Bodema, Busnelli, Bonora, Cassina, Citterio, Meda, Colombo Mobili, Colombo Stile, Coren, C.T.S., Liddo & Perego, 2P, Emma, Fine Furniture, Flexform, Flou, Fratelli Erba, Fratelli Allievi, Frigerio, Futura, Giorgetti, Imart, Ipea, La Colombo, Fratelli Longhi, LB, LineaS, Laster, Giulio Marelli, Mariani Furniture, Mia, Minotti, Medea, Molteni, Marelli International, M.G.C., M.A. Riva, M & R, Medusa, Orsi, Paola Lenti, Pigoli, Porro, Pozzi, Radice, Valeo, Sur Canapè, Stoffe, Vimercati, Zanaboni. 



5 – Monza: Villa Reale, Parco e Autodromo
. Per chi suona la campana e il clacson

Primo trittico monzese. Dopo una doverosa visita alla Villa appena restaurata (purtroppo però priva dei suoi mobili, realizzati dal celebre ebanista Maggiolini di Parabiago e ciulati in 120 anni di governi giolittian–mussolinian-repubblicano per arredare uffici di ministri e boiardi), resta da ammirare il Parco più grande d’Europa. Suggerisco la bici, a contemplarvi Villa Mirabello e Mirabellino, mulini, boschi, prati, il fiume Lambro e infine lui. L’autodromo. E’ il secondo più antico al mondo, dopo quello di Indianapolis. E il più veloce di tutti: Zang Tumb Tumb! si dice vi urlasse Marinetti tre volte al giorno prima dei pasti, vedendovi sfrecciare i mitici bolidi Alfa Romeo e Bugatti. 


6 – Monza: Duomo, Corona ferrea e Museo ipogeo. Per monzesi dal cuore tenero

Secondo trittico monzese. Ecco il Duomo di Teodolinda, che ci sta sepolta nella sublime cappella Zavattari, e la cui storia regale si intreccia con la storia di Monza. Ella infatti elesse la città come sede della residenza della sua corte, vi fece costruire un palazzo e una cappella palatina, guidata dall’indicazione che le sarebbe stata trasmessa dal volo di una colomba. Nel Duomo romanico imperdibile la Corona Ferrea:

un diadema formato da sei lamine d’oro rettangolari e unite da cerniere, adorna di 46 gemme poste all’interno di una raffinata lavorazione floreale a sbalzo in oro smaltato. L’interno della corona ha una sottile lamina di ferro che secondo la leggenda sarebbe stata forgiata da uno dei chiodi usati per la crocifissione di Gesù Cristo. Ma guai ad andarci nel Duomo senza visitare il sottostante Museo: gloria dell’arte orafa longobarda. Il Tesoro del Duomo di Monza non è composto infatti solamente dalla Corona, c’è anche da una ricca raccolta di cimeli d’arte barbarica oltre ad altri oggetti preziosi di epoche successive e antiche stoffe paleocristiane. Vi si trovano molteplici opere di oreficeria di epoca longobarda, mitre e tessuti, arazzi, avori scolpiti e incisi, reliquie. Fra questi l’oggetto più famoso e originale è senz’altro La chioccia con i sette pulcini –

simbolo longobardo della vita – realizzata in argento dorato, con rubini incastonati negli occhi della chioccia e smeraldi in quelli dei pulcini.

Cappella di Teodolinda

Commenti