Ecco i primi tre

Ecco le dieci mete imprescindibili per conoscere il territorio della Brianzolitudine. Fra l’autodromo di Monza e il Parco delle querce di Seveso, fra i mobilifici e la basilica di Agliate: l’anima della Brianza

Nell’obbiettiva difficoltà di doverne scegliere solo dieci tra almeno un centinaio di papabili, ho deciso di dare precedenza a luoghi che abbiano avuto anche valenza storico-sociale, oltre che ovviamente artistica. Ecco dunque la mia personalissima “top ten” delle cose absolutely to see, in the Brianzashire. (a cura di Renato Ornaghi ingegnere residente a Monticello, nonché esperto di storia, musica, dialetto e tradizioni locali)


1 – Monza: La Cappella Espiatoria. Per cuori forti

Luogo prediletto dagli anarchici e dai nostalgici dei Savoia. Qui entrambi si ritrovano col cuore ogni fine luglio: i primi ad esaltarvi il regicida Bresci (l’anarchico venuto dall’America) e i secondi a omaggiare il sangue raggrumato di Umberto I, stillato a terra proprio su quel terreno e conservato sotto lastra di vetro.

Il 29 luglio 1900 Monza e la Brianza furono catapultate nella Storia d’Italia, quella con la S maiuscola, complice l’uccisione di Re Umberto che ebbe in Italia una risonanza pari all’attacco alle torri gemelle di New York. Un omicidio che trasformò – agli occhi dei Savoia – la Brianza in un territorio di banditi, un Afghanistan o Califfato di Isis ripieno zeppo di loschi talebani da debellare. L’omicidio di Umberto costò a Monza la degradazione da città del Re a provincia infima dell’impero. La Villa Reale venne ripudiata dai Savoia e cadde in uno stato abbandono, solo recentemente sanato. 
Per cuori forti.


2 – Limbiate: Villa Pusterla-Crivelli. Per inguaribili romantici

Splendida questa villa di delizia, che a molti è peraltro nota come manicomio di Mombello. Uno dei luoghi che più hanno segnato la storia dell’Italia moderna, e il motivo è semplice: quando Napoleone Bonaparte scese in Italia, lo elesse come suo quartier generale. Al suo interno furono prese cruciali decisioni storiche come la nascita della Repubblica Cisalpina, la fine della Repubblica di Venezia, la caduta di Genova; qui furono preparate le basi per il trattato di Campoformio. 

In essa poi si celebrò quella che molti definiscono la follia suprema: il matrimonio. Il 14 giugno del 1797, nella cappella privata, vi fu celebrato infatti il coniugio tra Paolina Bonaparte ed il generale francese Leclerc. 
Per inguaribili romantici.

3 – Desio:  Villa Tittoni. Per anglo-vegani

Se non avete tempo e/o voglia di andare fino a Monza a visitare la Reggia, come alternativa suggerisco Villa Cusani-Tittoni-Traversi a Desio. Una Villa di delizia che rivaleggia con la Villa Reale di Monza in quanto a rigore neoclassico: fu totalmente ricostruita nel Settecento su un complesso dei fabbricati che anticamente costituivano un convento francescano.

Il progetto fu affidato all’architetto Giuseppe Piermarini (più noto come progettista della Villa Reale di Monza e del Teatro alla Scala di Milano). E sempre al Piermarini, in collaborazione con il Villoresi, si deve la creazione in essa di un grandioso parco all’inglese. 
Per anglo-vegani.

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