AVETE MAI OSSERVATO LE STELLE DEL CIELO IN INVERNO?

Tutti hanno provato l’esperienza di sdraiarsi una sera d’estate a guardare il cielo, magari in montagna dove un cielo veramente buio permette una visibilità migliore che nei nostri paesi padani.

Ma in inverno?

Il freddo delle sere limpide di dicembre non invita proprio a stare all’aperto, per cui ne abbiamo meno familiarità, ma il cielo di questo periodo è il più spettacolare dell’anno.

Una premessa: le costellazioni caratteristiche delle varie stagioni si osservano verso sud, a causa dell’inclinazione dell’asse di rotazione della Terra, mentre quelle a nord sono, più o meno, sempre visibili.

Pronti allora: coprirsi bene e occhi all’insù per scoprire il cielo in inverno!

Ebbene volgendo lo sguardo a sud in una sera d’inverno limpida e senza Luna, appare imponente la costellazione di Orione, con il suo disegno inconfondibile: 4 stelle a formare un grande quadrilatero con al centro le tre stelle della cintura.

cielo in inverno. orione

Foto scattata il 27 novembre 2017

La stella superiore sinistra si chiama Betelgeuse ed è arancione a causa della sua temperatura relativamente bassa. E’ anche una stella enorme per cui pur essendo molto distante è tra le più luminose del cielo.

Quella di Orione è una zona particolare del cielo: se la nostra vista fosse sensibile ad altri tipi di radiazione, la vedremmo immersa in nubi multicolori.

Qui infatti sono presenti “fornaci” in cui nascono continuamente nuove stelle, il tutto circondato da nebulose che ne contengono gli “ingredienti”. Si può vedere a occhio nudo una parte di questa nebulosità appena sotto le stelle della cintura, e puntando un binocolo in quella direzione si può avere un anticipo di quello che i più grandi telescopi ci riescono a mostrare.

Facendo correre una immaginaria linea che unisce le tre stelle della cintura e dirigendosi verso il basso, a un certo punto si incontra Sirio, la stella più luminosa visibile nel nostro cielo.

E’ così brillante sia per la sua vicinanza (“solo” 8 anni luce), sia per la sua luminosità intrinseca (se fosse al posto del nostro Sole sarebbe decine di volte più luminosa).

Rimanendo sulla sinistra di Orione ma alzando lo sguardo, dovrebbero vedersi tre stelle luminose e quasi identiche: Castore e Polluce, le principali della costellazione dei Gemelli, e più in basso Procione.

Ma quest’anno c’è qualcosa di diverso!

Sembra apparsa una quarta stella apparentemente simile alle altre tre ma che gli altri anni non c’era. A uno sguardo più attento, però si nota che non mostra lo scintillio tipico delle stelle, ma ha una luce ferma e di un giallo pallido. Non è una stella, è Saturno, un pianeta del nostro Sistema Solare.

Rispetto a una stella è molto più vicino e la luce che emette non è luce propria ma il riflesso del Sole.

Una stella, anche se vista con il più potente dei telescopi rimane un puntino luminoso, mentre un pianeta, se ingrandito con un telescopio, diventa un disco su cui si possono scorgere i dettagli della superficie.

Vedere Saturno in questo periodo è ancora più affascinante perché gli sta orbitando attorno un satellite artificiale (la sonda Cassini) che ci sta rivelando i segreti e la bellezza dei suoi dintorni.

E così ogni volta si rimane stupiti di come ogni nuovo mondo che viene scoperto è completamente diverso da tutti gli altri e rivela aspetti inimmaginabili, come se chi ha creato tutto volesse continuamente stupirci.

A destra di Orione c’è la costellazione del Toro, il cui “occhio” Aldebaran è una stella rossastra.

A uno sguardo distratto in questa zona si intravede una sorta di nebulosità. Uno sguardo più attento ci mostra invece un gruppo di stelline raggruppate. Chi ha la vista migliore della mia dovrebbe scorgerne fino a 7. Si tratta del gruppo delle Pleiadi, un ammasso di centinaia di stelle, come può rivelarci la visione col binocolo.

Se noi vivessimo al centro di questo ammasso vedremmo nel cielo decine di Soli che si alternano, sorgono e tramontano in ogni direzione in un cielo sempre luminosissimo. Non avremmo insomma la sensazione del cielo buio e stellato come l’abbiamo noi.

cielo in inverno. binocolo

Mi chiedo spesso perchè di fronte al cielo stellato viene da dire “Che bello!”.

Ed è lo stesso bello che viene da dire entrando, per esempio, in una cattedrale gotica:

Per l’intellettuale medievale, la bellezza non era un valore svincolato dagli altri, ma piuttosto l’irradiazione della verità, lo splendore della perfezione ontologica. Luce e oggetti luminosi, non meno della consonanza musicale, davano un’idea della perfezione del cosmo e lasciavano intuire il Creatore”.

Pur essendo lontani da una tale consapevolezza dell’unità della conoscenza è rimasto in noi un innegabile stupore per una bellezza quando la incontriamo, che provenga dal cielo stellato, da un quadro o dalla musica.

E quando ci sorprendiamo a riconoscere una bellezza del genere possiamo essere sicuri di essere ancora uomini.

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