UNA DELLE CONQUISTE PIÙ’ BELLE PER UN CICLISTA.

Con i suoi 19 km, la salita al Passo San Marco si annovera tra le più classiche fatiche della Val Brembana.

A giudizio nostro, definirlo “bello” risulta fin’anche riduttivo.

Ho avuto la fortuna di poterlo affrontare per la prima volta nell’estate del 2016, in solitaria, visto che il mio fidato compagno di pedalata (vedi INTRODUZIONE), quest’oggi ha dovuto dare forfait.

Non nascondo che è stato un po’ come un balzo indietro nel tempo, quando in età più giovane [ora conto cinquanta primavere] amavo salire queste valli solitario, a piedi.

E se in quelle occasioni sentivo solo il cigolio dei lacci dello zaino, ora a farmi compagnia è solo il tintinnio cadenzato della catena che gira e gira senza sosta sui rapporti posteriori della bicicletta.

In fondo trovo davvero poca differenza tra le due dimensioni!

Per la salita al Passo San Marco possiamo scegliere se cominciare da Zogno, da dove inizia la ciclabile della Valbrembana che porta fino a San Giovanni Bianco (il paese della maschera di Arlecchino) o spingerci più avanti, ad Olmo al Brembo, dove è convenzionalmente indicato l’inizio della salita.

Certo, in quest’ultimo caso i km di riscaldamento a disposizione risulteranno esser pochi (4.5 km ca fino al bivio per Piazzola), anche se le pendenze non saranno mai impegnative.

Personalmente ho scelto –e consiglio sempre –quest’ultima soluzione al fine di evitare le due lunghe gallerie, poco simpatiche da percorrere in bicicletta benché siano ben illuminate.

Da Piazzola fino a Mezzoldo, a piccoli tratti su fondo che resta buono, con pendenze variabili tra il 5% e il 7%, la strada comincerà a farci saggiare cosa ci aspetta avanti;.

Ma è da Mezzoldo, una volta arrivati in corrispondenza della Chiesa parrocchiale che la strada diventa decisamente più ripida.

salita al passo san marco 13 tornantiSubito un primo tornante, un secondo ancora e ci troveremo su un tratto abbastanza rettilineo, boschivo, di un paio di chilometri, con pendenze che variano dal 9 al 10% e, una volta attraversato un ponticello sul torrente, la strada svolta a destra e diventa cattiva per un km, con pendenze che sfiorano il 14% fino alla prima diga che incontreremo sul percorso e che sbarra il fiume Brembo.

Dalla diga la strada lascia respirare per un chilometro circa, e tra piccole case di villeggiatura sparse qua e là tra i prati raggiungeremo il cartello indicante i tredici tornanti che ci guideranno al Passo.

Siamo ormai in prossimità del Rifugio Madonna delle Nevi.

salita al passo san marco madonna nevi

Dal primo tornante le pendenze si portano al 9%, raggiungendo la località Castello.

salita al passo san marco fracciaPoi ne susseguono altri, nei boschi, e le pendenze si alzano fino al 14% raggiungendo la località Fraccia.

Siamo già a buon punto – senza illusioni, s’intende, perché la strada è ancora lunga – avendo raggiunto l’altitudine di 1500 metri.

Notiamo ora che le conifere diradano, fino a scomparire poi, una volta percorsi i successivi tornanti dopo Fraccia.

Ora la strada si mantiene con pendenze costanti e sempre sull’8-9%, tra i pascoli che ormai avremo tutt’intorno.

Solo poche fattorie, di tanto in tanto, interrompono la veduta sulla Valle che appare qui in tutta la sua bellezza selvaggia.

Non cercate il Passo però, perché rimane ancora celato e lo rimarrà fino quasi alla fine del percorso.

Sopra di noi il nuovo Rifugio San Marco – anche se sarebbe meglio definirlo ristorante –  si staglia netto sul versante destro della montagna.

Una volta raggiunto saremo arrivati al dodicesimo e penultimo tornante della salita.

salita al passo san marco bivio

Sulla vostra sinistra parte la strada vecchia che porta al Rifugio Cà San Marco, luogo storico di questa valle.

salita al passo san marco 13 tornanteQuelli che ci aspettano, ormai, sono gli ultimi 2 km di fatiche che – almeno per chi scrive – sembreranno non finire mai.

Si vedono bene i tralicci dell’alta tensione che scendono dal Passo, e da amanti della natura selvaggia non possiamo notare che la loro vista disturba non poco.

Il novero dei tornanti sale finalmente a tredici, l’ultimo, che immette sul traverso che porta al Passo.

Qui la sosta sarà d’obbligo perché sotto potremo ammirare la bellezza della Valle e la tortuosità della strada.

salita al passo san marco arrivoInfine, sopra di noi, finalmente il Passo San Marco che fa da spartiacque con la Valtellina e l’abitato di Morbegno, giù a fondovalle.

Al Passo troviamo una stele dedicata agli Alpini, mentre un cippo con aquila ricorda che qui era il limite territoriale della Serenissima.

Da ricordare, infine, che lungo il percorso incroceremo più volte la “Via Priula” ovvero la primordiale strada del XVI secolo, ora sentiero, che collegava Bergamo a Morbegno e che assunse primaria importanza quale via commerciale per la Repubblica Marinara di Venezia.

Alla prossima fatica!

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