Domenica 2 aprile 2017/(Cambiago)-Vercelli- Palestro (Pv) km 19

Sveglia alle 6.45, colazione e Francesco, nostro figlio,  ci accompagna alla metro di Gessate. Titti esclama: “Mi fa già male la schiena!”. Il suo zaino pesa 6 kg e il mio 8.

Siamo alle prime armi, verificheremo nel tragitto gli errori; ma anche questo fa parte del cammino. Tutto concorre, anzi.

Metro alle 8.30: c’è abbastanza gente, davanti a noi uno prega seguendo le preghiere al cellulare (musulmano?). Giungiamo alla stazione centrale di Milano, solito corri corri delle persone, (ma siamo tutti sempre così in ritardo?) e giungiamo giusti per prendere il treno regionale veloce per Vercelli.

Abbiamo deciso di partire da Vercelli dopo aver visto una promozione della Regione Lombardia che pubblicizzava il percorso Lombardo della Via Francigena cioè da Palestro a Corte s.Andrea. Valutato ottimo come primo tragitto sia perché vicino a casa, sia perché in pianura.

Dopo un’ora di viaggio puntuali alle 10.15,  arriviamo a Vercelli. Come di incanto ci accoglie un tempo inglese, fresco con pioggerella, e addirittura davanti alla stazione un bel prato all’inglese!

E’ come se fossimo a Canterbury, partenza esatta della Via Francigena completa.

Subito andiamo all’abbazia di S.Andrea (patrono della Scozia); una gentilissima suora della Trasfigurazione si accorge di noi e ci indica dove timbrare la credenziale: che attenzione! In una sagrestia dove stanno preparando per la s.messa mettiamo il timbro. C’è anche un bel gruppo di visitatori con guida. Usciamo e ci gustiamo le sculture dell’Antelami e adiacente al bel chiostro, la sala capitolare.

Riprendiamo i primi passi del cammino, con emozione vediamo il primo cartello “Via Francigena” che ci indica la strada.

A pochi metri c’è il duomo di S. Eusebio, il santo sardo che ha convertito la città e tutta la regione. E’ in corso la S.Messa. Usciamo per cercare un bar e due simpatici vecchietti ci dicono che qui la zona è ricca di bar. Sinceramente non ne vediamo uno. Ritorniamo alla piazza della stazione e finalmente ne troviamo uno. Un buon caffè caldo e torniamo alla chiesa. Attendiamo la conclusione della messa e iniziamo a visitarla. Un prezioso crocefisso in mezzo a questa enorme basilica. A sinistra la cappella dedicata alla Madonna dello “schiaffo”: nome dovuto alla reazione di un giocatore d’azzardo che, avendo perso tutto, aveva colpito la statua; sulla guancia si vedono i segni. Usciamo dopo aver comprato dei cioccolatini per le opere di carità della parrocchia.

Dopo questo inizio “culturale” ci addentriamo  nelle viuzze della città e cerchiamo l’Ospitale per pellegrini, trovato ma chiuso ancora, aprirà alle 14. Un signore si avvicina: “Pellegrini per Roma? Bravi!”. Arriviamo in piazza Cavour, centro della città. Cerchiamo una panca per la sosta ma pioviggina. Adocchiamo una panca coperta da un balcone sovrastante e la raggiungiamo; due pensionati seduti vicini ci chiedono: “Siete in viaggio? Per Roma? In bus? A piedi!!!”. Raccontiamo della Via Francigena. Lei con i suoi begli anni tutta truccata ci racconta di suo figlio calciatore che giocava nel Torino; nel pomeriggio andrà a vederlo a giocare nella ProVercelli. Inizio di incontri e di vite. Mangiamo i nostri primi panini da viaggio al fresco e la pioggia aumenta.

Un caffè, ci copriamo per la pioggia e partiamo alla volta di Palestro.

Palestro sarà a nostra prima meta,  dove ci attende Ambra che ho avvisato per telefono: “Purtroppo oggi piove” e rispondo “ma non sa che con questo tempo dalla natura emergono alcuni colori stupendi?” e mi risponde: “Si vede che pensa positivo”. Non è pensare positivo: è che la realtà bisogna guardarla bene e attentamente. Si impara, non è istintiva.

Usciamo dalla città e siamo nel silenzio ai bordi del fiume Sesia: risaie, pioppeti, cascine. Questo è il paesaggio che ci accompagnerà per tutta settimana. La pioggia diminuisce poi smette. Si cammina bene. Vediamo un cartello che indica la distanza a Roma: 830km. Siamo soli. Sotto il ponte dell’autostrada uno ha scritto “Eh?”. Sembra detto a noi. Quindi, perché sei qui? Bella domanda con tante risposte. Rosario. Preghiamo per tutti, dai figli agli amici, per il Papa e la Chiesa.

Arriviamo al confine tra Lombardia e Piemonte. Entriamo nella nostra regione! Il sentiero ben segnalato con ampie curve segue il fiume: il tempo è minaccioso ma non piove. Ad un certo punto attraversiamo un ponte e una bella panchina ci accoglie. E’ il preludio al paese di Palestro: tanto di cartelli che illustrano il paese e foglio per segnalare il nostro passaggio. Nel 2016 sono passate 700 persone, di cui 200 aventi meta Roma,  ma non tutti vedono il foglio scrivono: quindi i pellegrini sono molti di più.

Riposo di alcuni minuti anche perché la meta è ormai a due passi. Infatti dopo un chilometro siamo alla B&B Torre Merlata di Ambra Castellani. Attendiamo, e bussando alla casa di fronte ci viene aperto. Ha un bimbo di due mesi, Efrem.  Ci accoglie e ci alloggia nella piccola ma accogliente e bella camera. Si vede che c’è qualcosa di artistico: infatti lei ha lasciato il suo lavoro da scenografa per questo lavoro: ospitare i pellegrini. In casa ci sono i vestiti di scena, sulle pareti foto del suo matrimonio con vestiti d’epoca. Sul piano superiore c’è la camera da letto con bagno. Una piccola stufa appena accesa dà un calore immenso. Doccia caldissima, lavaggio indumenti e usciamo per visitare il paese.

Senza zaino si cammina leggeri e veloci. Fuori paese c’è il monumento della battaglia di Palestro del 1859. La chiesa invece è dedicata a S. Martino già dal 1006.

Ritorniamo all’alloggio e facciamo una ripresa live con un’intervista ad Ambra e suo marito che raccontano della loro esperienza. Questo è un altro obiettivo del cammino: conoscere i “Volti della Francigena” come un recente film testimonia. Che miracolo l’accoglienza di queste persone.

Sono ormai superate le 20 e andiamo in centro in una pizzeria dove Ambra aveva prenotato due posti: pieno di gente attendiamo con molta fame la nostra meritata pizza. Torniamo e finalmente ci mettiamo a letto, in una stanza calda, grazie alla stufa. Stanchi ma felici. Avevamo previsto 15 km ma alla fine ne abbiamo fatti oltre 19.

Questo è il cammino! Buona notte.


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