Lunedì 8 aprile 2019. (Cambiago) – Pontremoli – Aulla km 25

Partiamo alle 6 del mattino in auto verso la Toscana. Era un periodo di siccità e finalmente ha piovuto (e tanto). Abbiamo deciso, sempre per i miei problemi cardiaci, di avere l’auto a disposizione. Questo comporterà un sacrificio in più per i trasferimenti di tappa.

Rivediamo la Cisa e pensiamo alle tappe dell’anno scorso. Lasciamo l’auto a Villafranca nella Lunigiana. Ci sono quattro gradi; freddo. Caffè al bar della stazione. Prendiamo il treno per Pontremoli. Alle ore 9 siamo pronti per partire nel punto dove ci eravamo fermati l’anno corso.

Sempre un’emozione. Camminare su questa via che nei secoli i pellegrini hanno percorso. Innanzitutto timbro delle credenziali in stazione FFSS. La prima sosta è subito fuori città: alla chiesa della Santissima Annunziata: ma è chiusa. Sto leggendo alcune righe dal libro del cammino che arriva in auto un prete, è don Lorenzo: “Volete visitarla?” Certo! “Meno male che c’è qualcuno che si ferma! Tutti che corrono, rispettare le tabelle di marcia, la performance..ma I pellegrini invece erano attratti dai luoghi che incontravano, il conoscere.” Entriamo in chiesa. Siamo soli noi tre. In questo luogo apparve Maria nel 1470 ad una ragazzina. Notevole la sagrestia, e Adorazione dei Magi di Luca Cambiaso. I chiostri fuori ricordano l’ex convento Agostiniano. Se passate cercate don Lorenzo!

Dopo un inizio così il cammino diventa più splendido; C’è l’ iris che ci profuma la strada.

Il tempo è variabile con un bel sole. La via ci porta nell’entroterra della Lunigiana dove scopriamo il borgo antico di Ponticello.

Più avanti giungiamo alla meravigliosa Pieve romanica di Sorano: tappa obbligatoria della via Francigena.

Facciamo sosta per il pranzo al sacco. Come digestione il cammino ci presenta una ripida salita per Filattiera Alta, borgo fortificato:

qui nei tempi si trovava l’Ospitale di San Giacomo di Altopascio,

e la chiesa di San Giorgio con la statua di Leodegar che pare avesse sconfitto gli idoli pagani e convertito la popolazione della Lunigiana al cristianesimo.

Proseguiamo nel bosco, i guadi che incontriamo sono tutti attraversabili.

Incontriamo nel bosco vicino ad una casetta il sig. Pietro 91 anni: ci racconta che ra un batterista rinomato, con il suo gruppo faceva ballare il liscio in tutta la valle.

Con una mulattiera e camminando in mezzo ai castagni attraversiamo la Selva di Filetto, dove Dante prese spunto per la sua Selva Oscura. Entriamo nel borgo murato di Filetto: un vero gioiello.

Usciamo dalla porta settentrionale e scendiamo verso Villafranca dove avevamo lasciato l’auto alla mattina. Alcuni ci avvisano che il tratto per Aulla è impraticabile causa la pioggia caduta nei giorni precedenti.

Riprendiamo l’auto e ci dirigiamo verso Aulla: il pezzo forte di questa cittadina è l’Abbazia di San Caprasio del IX secolo che custodisce il corpo del Santo francese patrono della città. Qui c’è anche l’ospitale.

Ci accolgono con biscotti e caffè e poi ci accompagnano nelle camere. Con noi ci sono due pellegrini canadesi e un italiano di Biella. C’è la S.Messa e Adorazione Eucaristica celebrata da Don Lucio. Poi ceniamo in trattoria convenzionata con tanto menù Lunigiano. Poi tutti a nanna.

Ma perchè si chiama Lunigiana?? Domani lo scopriremo.

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