Giovedì 11 aprile 2019. Lucca – Altopascio km 20

Ultima tappa per quest’anno nel compiere alcuni tratti della Via Francigena.

Con l’auto al seguito ci si organizza per i trasporti. Alle 6.30 siamo già pronti nella nostra comodissima B&B di Lucca. Ci aspetta una super colazione. Alle 7.30 salutiamo il gestore Luca e partiamo subito in auto per la nostra meta di oggi: Altopascio. Un nome affascinante che evoca tante cose…Vedremo. All’arrivo parcheggiamo alla stazione FFSS e alle ore 9 prendiamo il treno che in pochi minuti ci riporta per la terza volta a Lucca. Arrivare per tre volte in questa città in due giorni è un’esperienza unica. La gustiamo in tre differenti modalità.

Stavolta affrontiamo subito il percorso sopra le mura la cinta muraria perfettamente conservata e trasformata in percorso ciclopedonale di oltre quattro km. Ne percorriamo circa 2, sempre invasa come ieri mattina da turisti e ragazzi in gita scolastica, troppo rumorosi. Lasciamo la cinta presso la Porta Elisa e cominciamo a camminare per la periferia est di Lucca. Un ragazzo dello Srilanka ci augura “Buon Cammino!”. Facciamo una sosta all’imponente monastero-santuario di Santa Gemma Galgani qui sepolta.

Gemma Galgani (1878-1903) scopriamo che è morta a 25 anni proprio 11 aprile proprio come oggi. Fu una mistica legata particolarmente all’ordine dei passionisti.  Una preghiera e ripartiamo dopo questa bella sorpresa. Quanti santi ci accompagnano nella via.

La strada sulla statale trafficata è difficile ma dopo un’ora prendiamo una strada asfaltata parallela e più silenziosa. Siamo sulla via Vecchia Romana.

Incontriamo una cappella votiva legata alla concessione d’indulgenza. Si cammina tra orti, campi di girasoli. Nel borgo di Antraccioli facciamo una breve sosta presso la chiesa di San Michele. Giungiamo a Capannori. Questa cittadina situata all’interno della Piana Lucchese è divisa in numerose frazioni una di queste Frizzone è toccata dal passaggio della Via etrusca del Ferro che collegava il Tirreno con l’Adriatico, cioè il porto di Pisa con quello di Spina (Comacchio) attraverso gli Appennini. Qui troviamo un’altra sorpresa sulla Via. I pellegrini che non hanno performance da fare o orari prestabiliti possano visitare il Museo Etnologico e Etnografico Athena.

Decidiamo di fermarci: una gentil signora ci illustra il museo che ospita pure un punto informativo sulla via Francigena e dove è possibile effettuare anche la timbratura delle credenziali. Che bello questi servizi creati per i pellegrini e per tutti strada facendo. Cogliamo l’occasione anche di fare la sosta pranzo.

Ripartiamo ben contenti e riposati e affrontiamo un lungo rettilineo trafficato. Sul territorio comunale sono presenti inoltre due percorsi ciclopedonali “varianti integrative alla Via” che completano la conosco Enza della zona. Invece noi per non allungare di troppo il percorso lottiamo con auto e Tir sulla statale per almeno un’ora.

Dopo questa “battaglia” arriviamo vittoriosi a Porcari, antico borgo dove si staglia in leggera soprelevazione la chiesa di San Giusto. Qui una meritata sosta.

Si procede su marciapiede lungo la via Roma dove si affacciano bar, negozi, e attività commerciali. Il percorso è ondulato.

Notiamo avanti noi una coppia di pellegrini. Li raggiungiamo: sono una coppia anziana proveniente dal Canada Rachel e Jean-Paul che ogni anno vengono in Europa ogni anno per percorre i vari cammini. Rachel parla francese ma ci chiede di parlare in italiano che vuole impararlo. Ci raccontiamo delle nostre vite, della famiglia, e dei vari cammini di ognuno.

Il tempo sempre fresco e variabile ma che però annuncia un bel temporale. Speriamo di no. Finalmente lasciamo la statale e prendiamo un percorso con fondo sterrato; notiamo ad un certo punto una piccola lapide a ricordo di un pellegrino belga deceduto per infarto il 4 giugno 2015.

Si prosegue sullo sterrato, e giungiamo all’Abbazia camaldolese di San pietro nella frazione Badia Pozzeveri. Il nome indica la natura paludosa della zona. Oggi è in fase di restauro.

Siamo quesi alle porte di Altopascio. Il temporale incombe.

Si prosegue tra case sparse e camminiamo su marciapiede sempre più velocemente per non farci cogliere dall’acquazzone. Arriviamo ad Altopascio proprio mentre scendono i primi goccioloni. Ci diciamo con i pellegrini canadesi per il pernottamento. Noi siamo in una locanda a due passi dalla ferrovia. L’ospitale di Altopascio è chiuso per ristrutturazione. Intanto il cellulare di mia moglie è ko: come si fa? Andiamo in centro.

Altopascio: cittadina medievale è strettamente legata alla Via. qui sorgeva un importantissimo ospitale creato per assistere i pellegrini e garantire la manutenzione della via stessa. Fondato nel XI secolo.

Venne addirittura fondato un ordine religioso i Cavalieri del Tau che offriva assistenza ai pellegrini ma si occupava della costruzione e manutenzione delle strade e ponti. Oggi permane la struttura dell’ospitale con la piazza degli Ospitaleri, la Loggia, la chiesa di San Jacopo e la torre campanaria che conserva ancora la campana della Smarrita che veniva suonata all’imbrunire per orientare i pellegrini eventualmente dispersi.

Troviamo in comune il timbro per la credenziale. E troviamo come grazia anche un aggiustatore di cellulari per la contentezza di mia moglie. Recuperiamo l’auto dal parcheggio della stazione e ritorniamo nella locanda. Sistemazione e doccia. Ritorniamo in centro dove c’è la santa messa e troviamo un posto semplice una spaghetteria per cena. Sorpresa: ritroviamo gli amici canadesi e ceniamo insieme. Ci salutiamo: loro continuano invece noi domani ritorniamo a casa . Riprenderemo a Dio piacendo l’anno prossimo per il tratto Altopascio – Siena. Andiamo a nanna; Titti legge tutti i messaggi del cellulare aggiustato!

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