La Via Francigena/2°giorno

Lunedì 3 aprile 2017/Palestro – Mortara km 26

Eccoci dunque al secondo giorno del nostro cammino lungo la Via Francigena.

Al B&B La Torre Merlata è stata una notte caldissima, tra piumino e stufa. Colazione, salutiamo Ambra e bimbo e alle 8.45 partiamo.

La giornata è splendida: niente nuvole e un sole abbagliante ci accompagna.

I segnali ci portano in un sentiero sempre vicino a rogge e canali. Silenzio.

Ad un bivio lasciamo il sentiero segnato che ci pare sbagliato e invece più avanti si dimostrerà errata la nostra scelta. Meno male che tra un argine e un altro riprendiamo il verso giusto.

Incontriamo un contadino di nome Paolino sul trattore che ci racconta della fatica poco ricompensata nel fare il riso oggi:

“Lo compriamo dagli altri e il nostro è poco pagato. E poi qui cosa c’è di buono? Niente. D’estate ci sono zanzare e moscerini. Ma è la mia terra”.

Entriamo nel paese di Robbio, importante tappa medievale in provincia di Pavia lungo la Via Francigena.

Incontriamo prima la chiesa di S. Valeriano (parte di un’importante abbazia oggi chiusa)  con una bella casa costruita di fronte a due metri! Sul retro si nota tutta la sua bellezza romanica.

Più avanti arriviamo alla chiesa di San Pietro.

E’ aperta e ci accoglie su una colonna un bell’Angelo che ci guarda amorevolmente oltre ad un Cristo nella mandorla.

Una meritata sosta di metà mattina sulle panche del giardinetto adiacente la chiesa.

Incontriamo il sig. Giorgio pensionato ex dipendente autostrada che ci racconta delle avventure con i camionisti dell’Est, pieni di alcool e pagati la metà confronti ai nostri con tante ore sui tir.

Caffè e via per il centro per acquisto pane.

Passiamo vicino il borgo cintato (oggi privato) con tanto di castello: un signore con poca voce, per problemi alla gola, ci illustra il posto. Una signora si confida: “Ma per una donna sola non è pericoloso?”.

Usciamo dal paese.

Qui c’è l’utilissimo canale Cavour che ha dato acqua a tutto il terreno per le risaie. Questa zona prima che arrivassero i monaci era una palude. Grazie al loro lavoro si è riusciti oggi a farla diventare ricca di riso.

Siamo in mezzo alle risaie sotto un sole fin troppo caldo per la stagione. Siamo in piena siccità qui al nord; nei sentieri in alcuni tratti si cammina sulla sabbia.

Sono ormai le 13 quando arriviamo nel piccolo paese di Nicorvo.

All’ombra di una gigantesca magnolia c’è il piccolo Santuario della Madonna del Patrocinio oggetto di devozione locale; all’interno i pellegrini sono attesi: ci sono targhe ricordo.

Francesca, che purtroppo non c’è perché lavora a Novara, si sta prodigando per aprire un piccolo ostello all’interno dei locali della parrocchia.

Togliamo scarpe e calze, mangiamo uova sode portate da casa e ci godiamo un bel riposo.

Cerchiamo un bar ma non esiste: una ragazzina in bici ci dice di andare in un paese a 5km da qui per trovarlo!

Riprendiamo il cammino: strada assolata, niente piante, sole alto sulla testa: queste sono le mesetas nostre. Abbiamo acqua a sufficienza, meno male.

I segnali della Via Francigena spariscono negli incroci (vandali, contadini?) ma a naso andiamo in direzione sud-est verso Mortara.

Dopo due ore arriviamo in un’oasi: piante, alcune case, fontanella:  siamo alla Madonna del Campo.

Ci riposiamo al fresco e un bel San Giacomo della Via ci aspetta. Breve sosta e ripartenza per il tratto finale: siamo nella periferia di Mortara. Passiamo da un passaggio a livello chiuso, e salutiamo il treno che ricambia al passaggio.

Si attraversa tutta la città e ci fermiamo ad una meritata gelateria. Caffè nel bar: “Pellegrini? Roma?”.

Finalmente in periferia arriviamo a S.Albino ex abbazia. Oggi rimane la chiesa e adiacente l’ospitale.

Ci accoglie con faccia dura ma ricca di amore la sig. Franca e ci presenta i nostri compagni di serata: Italo di 77 anni, che sta facendo il cammino dopo 40 anni di matrimonio la moglie lo ha buttato fuori di casa, Guerino che sta facendo il cammino per chiedere la mano alla sua ragazza …insieme a lui. Tutti in un salone con tavola già imbandita e ai lati brande con materassino. Doccia, lavaggio indumenti. Visitiamo la chiesa e con sorpresa troviamo una piccola riproduzione della “Madonna che scioglie i nodi” di Augusta che conquistò un giovane Bergoglio, Papa Francesco! 

Altra grande sorpresa è l’arrivo di Padre Nunzio, parroco del luogo, che ci incontra e vuole conoscere di ognuno il motivo del pellegrinaggio. Addirittura con le sue mani ci mette il timbro sulla credenziale.

La cena abbondante e ottima è servita dalla sig. Franca e da Padre Nunzio!

Ultime chiacchierate e ci prepariamo per dormire.

Noto con disappunto che il piede sinistro ha un inizio di vesciche: mai avute in tutti quest’anni. Avevo camminato con degli scarponcini che non usavo da anni. Metto un cerotto e il giorno dopo indosserò le scarpe giuste che avevo portato di scorta. La luce si spegne. Guerino è il russatore principe. Da casa arrivano i messaggi dei ragazzi. Gio e Franci sono andati allo stadio a vedere l’Inter che perde con la Sampdoria! Portano sfiga entrambi?

Domani si prosegue!


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