La Via Francigena/4° giorno

Diario di viaggio della quarta tappa a piedi lungo la Via Francigena

Mercoledì 5 aprile 2017 – Garlasco-Pavia km 25

Pioviggina stamattina e la sveglia è suonata alle 6.45. La colazione è per le 7 insieme ai ragazzi della comunità della Fondazione Exodus.

La notte è stata movimentata per la Titti: non riuscendo a prender sonno per il russare di Guerino si sposta in un’altra camera. Guerino svegliatosi di notte pensa che sia la sua ragazza e sveglia Titti. Chiarito l’equivoco tornano a dormire.

Durante la colazione parliamo con Elisa, assistente della comunità, e ci racconta di quello che avevamo sentito ieri. E’ delusa. La confortiamo: noi seminiamo ma non è in noi la speranza. Titti si rivolge a tutti i ragazzi ospiti e dice: “Ognuno di voi è una ricchezza. Non sprecatela”.

Ci prepariamo con indumenti per la pioggia e partiamo.Salutiamo tutti.

Guerino e la sua amica vanno in paese e ci dicono che stasera si fermeranno a Belgioioso. Noi partiamo, piove ma man mano che procediamo la pioggia smette. Cambiamo le scarpe bagnate e giungiamo nel paese di Groppello Cairoli. Acquisto un paio di calze e le “Simmenthal” per pranzo.

Superiamo l’autostrada Milano-Genova e torniamo a camminare lungo la Via Francigena, accanto alle nostre cascine, risaie ormai tradizionali. Il tempo minaccia di piovere. Fresco.  

Dopo un’altra ora arriviamo in un paese ancora più piccolo che ha un nome particolare: Villanova d’Arenghi.

Non c’è anima viva, e per trovare un posto per la sosta troviamo un campo sportivo. Meno male c’è un wc, non proprio pulito. Titti si cambia scarpe e calze: aveva i piedi bagnati. Mai camminare con piedi bagnati. Riprendiamo il cammino su strada asfaltata con poco traffico.

Aumenta il vento. Pioviggina. Entriamo nel Parco del Ticino.

Data la pioggia e avendo già cambiate le scarpe stiamo sull’asfalto anche se il sentiero che segue pari sarebbe più sicuro e bello. Vedo sulla cartina che fra un po’ è prevista una locanda in riva al fiume. Camminiamo veloci e finalmente giungiamo. Ma la locanda è in restauro. Siamo stanchi e ci fermiamo in riva al fiume, sperando che non piova. Ci mangiamo la quotidiana Simmenthal e ripartiamo dopo mezz’ora. Stiamo sempre sull’asfalto.

La guida della Via Francigena ci suggerisce di non entrare da soli nel parco perché piena di spacciatori e di prostitute.

Cosa facciamo? La statale è più lunga ma più sicura. Andiamo per quella. Dopo un po’? vediamo un cartello che indica Casini (due case) e sotto la pubblicità del film anni 80 “Il ragazzo di Campagna” di Renato Pozzetto. E’ un luogo di visite! Va be..

Nel mentre che sostiamo più avanti incontriamo il signor Roberto con un bel cane: ci chiede dove stiamo andando, gli racconto della scelta della strada, ma ci rassicura che la zona è tranquilla. Così seguiamo lui che percorre un pezzo di strada insieme. E’ un angelo custode. Dopo un po’ ci lascia, torna indietro. Titti è stanca, la mia spalla è dolorante.

Manca ancora un’ora a Pavia. Pian piano iniziamo a vedere il ponte della statale, della ferrovia e finalmente il Ponte coperto di Pavia.

Arrivati. A poche centinaia di metri c’è l’ostello che ci accoglie.

La signora Elisa ci accompagna in camera, pulita, nuova e senza …Guerino!  Doccia e lavaggi biancheria. Sentiamo le campane suonare e cosi corriamo per la Santa Messa, la prima del cammino. Conosciamo un pensionato norvegese che da 10 mesi cammina da solo. Partito da Oslo, ha raggiunto Fatima poi Santiago, adesso va a Roma, poi prenderà l’aereo per Istanbul e raggiungerà a piedi Gerusalemme! 

Andiamo verso il ponte, corriamo a San Michele per vedere nel tramonto la “pietra che canta” come mi risponde Gibo, amico prof. d’arte, dopo che gli ho mandato la foto.

Andiamo a cena presso un locale concordato. In conclusione della giornata, visto che il mio contattassi segna che manca poco ai 40000 passi record personale, Titti mi fa tornare al ponte coperto per raggiungere il traguardo pensando che ci sia un premio. Mi arriva una mail che mi fa le congratulazioni donandomi lo “Scarponcino chiodato”.

Veloci a nanna. Meritata. 


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