Martedì 3 aprile 2018 – Cambiago (casa) – Piacenza – Fiorenzuola – Chiaravalle della Colomba Km 30

E’ passato un anno. Si riparte. L’attesa di riprendere ci ha fatto dormire poco (almeno per me). E’ martedì dopo Pasqua. Giornata grigia e piovosa. Prima delle ore 6 sistemiamo le ultime cose. Lo zaino peserà, non peserà..E’ nuovo. Ci accompagna nostro figlio Francesco alle 7 alla metro di Gessate; si viaggia comodi perchè gli studenti sono ancora in vacanza pasquali. Scendiamo a Lambrate e veloci in stazione per prendere il treno ma…è già partito. Incredibile: era puntualissimo..Attendo un’ora per il prossimo in sala d’attesa ci raccontiamo di ieri, della giornata passata insieme agli amici ad Annone: vedere le bellezze scoperte sul cammino di sant’Agostino; eravamo più di cento! Alle 8.47 arriva il treno e saliamo in carrozza. Rogoredo, Lodi, Codogno ed eccoci giunti a Piacenza. Ci incamminiamo, sono i primi passi. Per prima cosa ci dirigiamo in centro città; notiamo per strada tanti stranieri, uomini e donne di varie nazionalità: una babele. I locali ci avvisano che la città meno accogliente dell’Emilia (la Romagna inizia dopo Bologna), sarà vero?

Arriviamo in Piazza Duomo, presente la statua di Maria in ricordo della fine della seconda guerra;

entriamo in Duomo, copia identica a quello di Lodi. Il cammino inizia con la S.messa. Messa pasquale, siamo nell’ottava di Pasqua. Finita la celebrazione, usciamo e andiamo, poco distante a visitare s.Antonino, patrono della città e tappa fondamentale della Francigena. Antonino è un soldato romano martire. La chiesa barocca è sulla via Emilia: asse principale e ci incamminiamo. In un bar ci prendiamo un buon caffè e in un negozio ci compriamo del buon pane.

Ritorniamo in stazione e per il primo pezzo di cammino lo faremo in treno: non vogliamo scandalizzare nessuno ma non non siamo di quelli “o tutto a piedi o niente”. Alcuni tratti, un po per il tempo a disposizione un po per il fisico, li faremo con i mezzi pubblici. Scendiamo a Cadeo e attraverso stradine secondarie e campagna giungiamo a Fiorenzuola. Sosta nel pacchetto pubblico per il pranzo al sacco. Il tempo è sempre grigio ma non freddo.

Riprendiamo il cammino in direzione Chiaravalle della Colomba verso nord. Il silenzio ci porta a recitare il S.rosario: preghiamo per noi, per i figli, per tutti. Sono strade secondarie dove le auto sfrecciamo sostenute.

Giungiamo all’abbazia: prima però sosta nel piccolo bar che la precede. Vediamo l’insegna di un ostello per pellegrini ma è chiuso. La chiesa fondata da Bernardo di Chiaravalle, da cui prende il nome è chiamata della Colomba perchè indicò ai monaci il perimetro.

Il luogo è deserto: ne visitatori ma tonto meno monaci. Visitiamo la chiesa, il chiostro magnifio lavoro. Ci sono anche dei cartelli sulla Francigena. Finalmente incontriamo un frate: “Siamo pellegrini, stiamo andando a Roma” e lui “Buon cammino, buona Pasqua”. Poche parole ma essenziali. Nel negozio acquistiamo caramelle salutari. Pensavamo di trovare nostra figlia Marta da poco mamma che abita a Cremona e che ci aveva illuso che sarebbe venuta a trovarci. Riprendiamo il cammino verso una B&B dove avevamo prenotato qualche giorno fa.

L’aria è più fresca, nuvole e inizia a piovere. Attraversiamo l’autostrada e la ferrovia dell’Alta velocità: certo che camminare fa impressione intorno ad auto e treni velocissimi.

La stanchezza inizia a farsi sentire. Ma finalmente giungiamo alla B&b: ci accoglie la signora con i suoi due figli. Eccoci nella stanza calda ed accogliente. Ci chiama Marta: “Ma dove siete?” Era arrivata con marito e figlio, all’abbazia e ci stava cercando. Lo sapevo che sarebbe venuta! Spieghiamo dove siamo e in auto ci raggiungono: tra l’altro riportano Titti a Chiaravalle per mettere il timbro che ci eravamo dimenticati di apporlo sulla credenziale.

Prima di cena visitiamo la fattoria ricca di tanti animali: il nipotino impazzisce tra cavalli, mucche, pecore conigli. Ceniamo tutti insieme con prelibatezze emiliane: antipasti, crespelle alle viole. Marta e family ci salutano e ripartono per Cremona. Finalmente a letto, ma devo scrivere il diario….A domani terra Emiliana!

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