I 40 siti italiani che vale la pena di conoscere! 

San Zeno Maggiore “Garbata serenità”

Siamo giunti all’undicesimo sito, ad un quarto del nostro viaggio in giro per la penisola. Siamo al quinto sito romanico “un candido mantello di chiese”.

L’impiego della pietra di tufo usata sola o alternata a mattoni, si imprime subito alla vista del visitatore. L’origine di San Zeno è da ricondurre alla chiesa e al cenobio eretti nell’area cimiteriale romana e paleocristiana vicina alla Via Gallica, sorti sul luogo di sepoltura del Vescovo Zeno.

La facciata si presenta colorata , armoniosa e perfetta nelle linee architettoniche, leggera nella decorazione: riflette l’influenza dell’architettura lombardo-emiliana nel Veneto: è caratterizzata dal grande rosone circolare, opera del Brioloto e decorato con sei statue che raffigurano altrettanti momenti della condizione umana: l’uomo sul trono, che poi precipita, viene schiacciato dalla sventura e poi si riprende e risale creando la Ruota della Fortuna. Fu una delle prime finestre romaniche, caratteristica che passò al gotico. Sotto il rosone troviamo il protiro, semplice ed elegante struttura architettonica sostenuta da colonne che poggiano su leoni, con decorazioni scultoree che rappresentano figure di mesi, profeti e piante. NOTEVOLE IL PORTALE RIVESTITO CON 48 FORMELLE IN BRONZO realizzate tra il X e il XII secolo da diversi autori.

Vi sono raffigurate scene tratte dalla vita di Cristo e dall’Antico Testamento. A destra della basilica si innalza un campanile di 72 metri che ne riprende lo stile alternando fasce di tufo e cotto, e che racchiude le più antiche campane di Verona, fuse nel lontano 1149. Sulla sinistra sono presenti il chiostro e una torre merlata, ultimi resti di quella che era una grande abbazia benedettina.

L’interno della chiesa, con pianta a forma di croce latina a tre navate, presenta una peculiare suddivisione su tre livelli: LA CRIPTA E’ IN BASSO, SOVRASTATA PRIMA DALLA CHIESA PLEBANA E POI DAL PRESBITERIO (o Chiesa Superiore) a cui si accede mediante due maestose scalinate in marmo. Particolarmente interessanti sono la fonte battesimale del XII secolo, la grande coppa monolitica in porfido, posta sulla sinistra dell’entrata, proveniente dalle terme romane e le due ali di affreschi, realizzate tra il duecento ed il trecento, che testimoniano l’evoluzione dell’arte pittorica veronese. Le opere di maggiore valore sono ospitate nell’abside maggiore: lo splendido Trittico del Mantegna raffigurante la Madonna in trono,

e la grande statua in marmo dei San Zeno, realizzata nel XIII secolo raffigura il santo che sorride bonariamente mentre regge il bastone pastorale da cui pende un pesce. Dalla gradinata centrale si accede alla cripta, dove è conservato il corpo del Santo.

Suddivisa in nove navate con gli archi sostenuti da 49 colonne (tutte con capitelli differenti) è una piacevole contaminazione di stili ed epoche differenti. I resti del santo, il cui volto è ricoperto da una maschera d’argento, sono conservati in una teca di cristallo e avvolti in abito vescovile. Anche il grande Chiostro (a cui si accede attraverso un passagio posto nella navata di sinistra) è in stile romanico e risale al XII secolo.

Composto da numerosi archetti sorretti da colonnine binate, racchiude antichi sepolcri, preziosi affreschi medievali ed anche una edicola che conteneva il lavatoio dei frati. (Verona.net)

Orari di apertura per le visite

Da novembre al 15 marzo
feriali 10.00 – 13.00/13.30 – 17.00
prefestivi Sabato 9.00 – 18.00
festivi Domenica 12.30 – 17.30

Dal 16 marzo a ottobre
feriali e prefestivi 08.30 – 18.00
festivi 12.30 – 18.00
(da giugno a settembre fino alle 18.30)

Commenti