Simenon e la realtà

Perché Simenon* mi affascina? 

Sono sobbalzato leggendo queste frasi nel romanzo “Maigret e la vecchia signora” ambientato in Normandia in un posto incantevole: Etretat.

Va al cuore della vita, racconta di me, delle mie sensazioni, che non sono capace di descrivere. Lo dice in maniera semplicissima. I geni raccontano semplicemente e chiaramente ciò che noi intuiamo. E pongono sempre una domanda: qui è una domanda che ognuno di noi fa davanti alle circostanze che capitano: “Perché la realtà è sempre così diversa?”

Uno spunto per una lettura. Mi auguro anche per voi. 

«Per favore, il treno per Étretat?». Erano le otto del mattino, e già da un pezzo era giorno fatto, ma lì, a causa della fuliggine e dell’umidità, sembrava d’essere ancora all’alba. «Étretat? Ha tempo. Il suo treno è quello laggiù». Gli indicarono, lontano dalla pensilina, alcuni vagoni senza locomotiva, vagoni di vecchio modello, verniciati in quel colore verde al quale non si era più abituati. Dietro ai finestrini, pochi viaggiatori immobili sembravano in attesa dal giorno prima….

Fra la terra e il sole non c’era quasi più nebbia, ma il mare, appena mosso da un lento respiro, continuava a fumare, e in quella tenue foschia brillavano gli arcobaleni.

Il sole nuovo indorava le case della città, e l’aria era fresca, di una freschezza deliziosa, che si gustava con tutti i pori. Le bancarelle degli ortolani mandavano un buon profumo, le bottiglie del latte aspettavano davanti alle porte e nelle panetterie era l’ora delle sfornate calde e croccanti.

Anche tutto questo era un ricordo d’infanzia, un’immagine del mondo come lo si vorrebbe, come si spera che sia. 

Etretat appariva candida e innocente, con le sue case troppo piccole, troppo graziose, troppo ben dipinte per ospitare un framma, con le scogliere sullo sfondo che emergevano dalla foschia proprio come nelle cartoline esposte all’ingresso dell’emporio.

Il macellaio, panettiere, l’ortolana avrebbero potuto essere i personaggi di un racconto per bambini.

Maigret era il solo a provare certe nostalgie? O semplicemente gli altri non le confessavano?

Avrebbe tanto desiderato che il mondo fosse come lo si scopre da piccoli. Come nelle figurine, pensava.

E non solo lo scenario, ma anche la gente, il papà, la mamma, i bravi bambini, i nonni buoni con i capelli bianchi…

Per un certo periodo, ad esempio, quando era appena entrato nella polizia, Le Vesinet gli era sembrata il luogo più armonioso del mondo. Era a due passi da Parigi, ma prima del 1914 vi circolavano poche auto. A Le Vesinet i ricchi borghesi avevano ancora le loro case in campagna, case di mattoni, spaziose e comode, con i giardini ben tenuti e adorni di fontanelle, altalene e grandi sfere argentate. I camerieri indossavano gilet a righe gialle e le domestiche avevano cuffiette bianche e grembiuli ornati di pizzo.

Si aveva l’impressione che da quelle parti potessero vivere solo famiglie oneste e felici, in pace e gioia. Per Maigret fu una segreta delusione lo scandalo scoppiato in una di quelle ville dai vialetti ben curati, il sordido omicidio di una suocera per questione di interesse.

Poi aveva imparato. Passata la vita, si poteva dire, a indagare dietro le apparenze, ma non aveva perso il rimpianto infantile per un mondo da figurina.

La piccola stazione era graziosa, come dipinta all’acquerello da un allievo diligente, con una nuvoletta ancora rosa proprio sopra il comignolo. Ritrovò il treno giocattolo, l’uomo che forava i biglietti, da bambino aveva sognato do poterlo fare lui un giorno, e vide Arlette, bella ed elegante come il giorno prima nel suo abito da parigina, con in mano una borsa da viaggio di coccodrillo.

Aveva avuto l’impulso di andarle incontro lungo la stradina polverosa, profumata di rovi e di erbe selvatiche, ma non aveva voluto dare l’impressione di correre a un appuntamento.

Mentre scendeva la strada a piccoli passi oscillando su tacchi alti, doveva essere l’immagine stessa della signora “bene”.

Perché la realtà è sempre così diversa?

E perché allora si inculca nei bambini l’illusione di un mondo inesistente, che per tutta la vita cercheranno di ritrovare?

(Maigret e la vecchia signora – Georges Simenon)

*Georges Simenon (Liegi 1903 – Losanna 1989) è stato uno scrittore autore di numerosi romanzi, noto al grande pubblico soprattutto per avere inventato il personaggio di Maigret commissario di polizia francese.

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