LE SENTINELLE DELL’EST: torri e castelli della Martesana

ITINERARIO DA FARE IN BICI, MOTO O AUTO DA VIMERCATE A PESCHIERA BORROMEO ALLA SCOPERTA DELLA NOSTRA TERRA.

Un viaggio tra ponti, castelli, borghi fortificati, cascinali di campagna, residenze nobili che costituiscono un patrimonio da conservare e valorizzare (e tra questi c’è anche la frazione Torrazza!).

Avete mai sentito parlare di torri e castelli della Martesana?

Innanzitutto, per chi non lo sapesse, la Martesana è la zona a nord-est di Milano attraversata, appunto, dal Naviglio della Martesana.

Quando si pensa a questo territorio, si è abituati ad associarlo ad una zona industriosa, ricca di arterie autostradali, zona di transito, di pendolari, ma privo di una sua identità.

Niente di più sbagliato! Leggete e scoprirete perché!

Conoscere la propria terra, cogliere la sua insospettabile bellezza aiuta ad amarla di più e a scoprire (o riscoprire) le sue radici, la sua storia.

Tra gli innumerevoli siti, chiese, ville, centri storici, parchi, spicca un itinerario che compie una sorta di mezzaluna da Vimercate a Peschiera Borromeo: le sentinelle dell’Est!

Il nostro viaggio parte da Vimercate: il Ponte di San Rocco (sec.III – XIV)

torri e castelli della martesana vimercate

Nasce per due scopi: uno per attraversare il torrente Molgora e l’altro come porta del borgo medievale.

Ex ponte romano del III sec. dove viene sovrapposta una porta difensiva nel XII sec ad occidente ed nel XIV secolo si erige la porta orientale.

La porta difensiva era garantita da due feritoie e da archi sulla sommità dai quali era possibile calare olio bollente addosso agli eserciti attaccanti.

Il Ponte di San Rocco è l’unico esempio di ponte fortificato medioevale in Lombardia.

Ci trasferiamo di qualche chilometro a Bellusco dove troviamo il Castello (sec. XV)

torri e castelli della martesana bellusco

Nasce nel mistero: la tradizione vuole che sia stato costruito sulle rovine di una rocca abitata dalla famiglia Belluschi. Mah..

Il castello, ora non più, era circondato da mura e da un fossato con due ponti levatoi, con torre d’avvistamento e due torrioni a guardia.

Lasciata Bellusco e andando verso Trezzo sostiamo a Busnago.

torri e castelli della martesana colombaiaSeppur manomessi, sono ancora visibili i resti di quattro torri disposte a quadrilatero. La regina Teodolinda le fece erigere a difesa della strada che collegava Trezzo con Monza e sulla quale transitavano le pietre per la costruzione del Duomo di Monza.

Con le torri probabile presenza da cinta muraria con fossato. Ogni torre ha un nome e si chiamano: del Mornée (mugnaio), dei Niscioeu (Noccioli), della Colombera (Colombaia – vedi foto) e dei German (Germani). Quest’ultima sede di una grande squadra di sbandieratori: vedi TORREDEIGERMANI.IT .

Si giunge poi a Trezzo sull’Adda con il suo famoso castello.

torri e castelli della martesana trezzo

Un castello misterioso!

Si parla di fantasmi di eserciti e dello stesso Barbarossa che vuole proteggere il suo fantastico tesoro! Presenti sale di tortura con la “stanza della goccia” utilizzando grotte naturali con resti di sangue sulle pareti.

Trovate tombe di personaggi chiamati i “Signori degli anelli”, i Longobardi ed esiste anche una galleria chiusa: forse andava ad un altro castello???

Il castello di Trezzo rappresenta la più complessa e forse antica struttura difensiva lombarda giunta fino a noi.

Nasce con i Longobardi, rifatto numerose volte, è stato un punto di difesa enorme: situato sull’Adda con presenza di mura elevate.

Nell’andare degli anni pian piano andò in rovina ma qualcosa è rimasto e si vede ancora. Informazioni e visite presso la locale PROLOCO.

Da una castello ad un altro: Cassano d’Adda.

torri e castelli della martesana cassano

L’imponente mole che si vede è certamente significativa dell’importanza strategica e militare.

Questo castello ha le sue origini nel IX secolo e sembra che abbia ospitato addirittura Carlo Magno!

Qui era terra di confine con il Regno di Venezia: doveva resistere alle battaglie e sicuramente c’erano  vie di fuga e camminamenti segreti sotterranei.

Nasce anche il “Ricetto”, borgo intorno al castello con tanto di fossato e ponti levatoi.

Il borgo oggi è abitato ma il castello è di proprietà privata.

Andando a sud incontriamo il Torrettone di Trucazzano.torri e castelli della martesana torrettone

Costeggiando l’Adda si capisce la complessità del sistema difensivo milanese.

In questa torre, teatro di durissime battaglie tra il Ducato di Milano e la Serenissima si sono trovate monete venete, frammenti di armature, punte di balestra e pallettoni.

Arriviamo a Corneliano Bertario con il suo Castello (sec. XII – XVI).

Il piccolo borgo è costituito da cascine e residenze nobiliari protette dal castello (ben conservato) che sorge sul terrazzamento che delimitava il lago Gerundo.

torri e castelli della martesana corneliano

Esso costituiva una catena difensiva posta dai milanesi contro il Barbarossa e i suoi alleati Lodigiani. Luogo di battaglie con i veneti della Serenissima.

Il castello non è visitabile.

torri e castelli della martesana torreSi raggiunge Melzo dove è esistito il borgo fortificato più importante di tutta la Martesana.

Non è rimasto quasi nulla ad eccezione della Porta Lodi il cui fascino rimane intatto.

Del castello – nel tempo trasformato in residenza nobiliare – restano la torre angolare e otto archi all’interno del cortile che un tempo costituiva la corte d’onore.

Si conclude il giro a Peschiera Borromeo con il suo castello (sec. XV – XVI).

E’ il più antico possedimento dei Borromeo, questa famiglia proveniente da San Miniato in Toscana. Negli anni fu restaurato da Renato, fratello di Federico Borromeo (il cardinale dei “Promessi Sposi”).

torri e castelli della martesana peschiera

E’ uno dei pochi castelli ancora circondato da un fossato pieno d’acqua (da più di cinque secoli!).

E’ privato ma con possibilità di vista per gruppi.

Antiche cascine fortificate

Il giro è terminato, ma sono da citare anche alcune delle cascine fortificate che caratterizzano il territorio della Martesana.

Durante il medioevo, infatti, ogni paese con le sue campagne a seconda del contesto economico, militare e politico assumevano caratteristiche e tipologie urbane e rurali fortificate.

Su tutto il territorio nascevano così torri d’avvistamento, cortine murate, fossati con ponti levatoi.

Di quel tempo poco è rimasto ma un occhio vigile può vedere ancora (anche se rifatte o rimaneggiate).

Si inizia da Brugherio con la sua Cascina Occhiate o il campanile della chiesa di Liscate, un tempo torre militare appartenente ad un complesso cistercense.

In località Premenugo, vicino a Settala, sorge la Cascina Castello, con torre merlata e porticato; a Cernusco sul Naviglio, per quello che rimane, ci sono le cascine Torriana, Castellana e Imperiale.

Qui da noi a Cambiago c’è una delle corte rustiche fortificate di tutta la zona detta Torrazza dei Mandelli, dal nome della famiglia patrizia milanese che negli anni successivi aveva fissato la propria residenza di campagna.

Ecco alcune foto!

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